mercoledì 2 maggio 2012

Bistare Bistare

Ciao Amici,
bistare in nepalese vuol dire piano, lentamente.
E' la parola magica da capire se si vuole lavorare in questo Paese senza farsi venire le crisi di nervi, o esistenziali o entrambe!
Come sapete i nostri progetti ora sono concentrati sulla costruzione dell'ostello e della tettoia in bambù per proteggere l'orto dalle imminenti piogge monsoniche. All'apparenza niente di trascendentale vero? Falso!!
Per esempio uno può pensare che dato che in Nepal si mangia praticamente solo riso, trovare i sacchi grandi da riempire di terra per fare la casa non debba essere troppo difficile. Falso!
Col mio socio nepalese abbiamo girato la valle di Kathmandu in lungo e in largo presso i rivenditori di sacchi: baracche stipate con migliaia di sacchi...che non vanno bene! Di carta, di tessuto, di plastica scarsa e troppo fine. Alla fine troviamo un omino, di chiara discendenza Genovese che ha i sacchi buoni e ce li vuole vendere ad un prezzo esagerato. Dopo ore di contrattazione a suon di the, e attingendo alla mia discendenza Campana, riusciamo a strappare un buon prezzo e la promessa della prima consegna entro i primi giorni di Maggio!!
Per quanto riguarda la tettoia in bamboo, è stata una barzelletta, davvero vorrei che foste qui con me perchè ho visto cose che voi umani...Io la chiamo nepalite, ovvero rendere una cosa semplice quasi impossibile e senza neanche capirne bene il perchè!!
All'inizio non si trovava il bamboo, ma come?? E' pieno di boschetti dappertutto!! Eh ma questo non si può prendere che è di mio cugino, quello non si può prendere perchè è del Compare Palorz, questo serve per una staccionata, quello forse ce lo danno ma forse no. Così si va avanti per giorni e giorni. Finalmente il mio padrone di casa, sant'uomo, ci recupera 10 bamboo!Domani mattina alle 7 avrete 10 pali che vi servono! Eureka!... Falso!
L'operaio ingaggiato per il lavoro è arrivato alle 6.30, non ha visto il bamboo e se ne è andato a lavorare da un'altra parte. Ok troviamo un'altro operaio, eh sono pochi gli uomini in paese che sanno fare le coperture, proviamo a chiamare Ciccio. Ciccio dice che viene domani. Domani Ciccio sta male e non viene a lavorare. Poi scatta un Jatra (festival) che vede il villaggio occupato a scarrozzare vai a sapere quale Dio, su di un baldacchino seguito dalla banda del paese dall'alba al tramonto per una settimana e ovviamente nessuno lavora. Così Aprile è finito tra canti, balli e un povero bufalo squartato in strada in parti eguali tra gli abitanti di Lilliput.
Ieri Primo Maggio, che ve lo dico a fà?
Oggi finalmente dovremmo cominciare!
Si accettano scommesse!
Un abbraccio


1 commento:

  1. Gianfranco B.2 maggio 2012 19:43

    Sembra di stare in Bangladesh...tali e quali :D

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